MySQL – Tuning Database

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Capita di trovarsi a gestire un gran quantitativo di dati in una o più tabelle, confrontandosi di conseguenza con le performance del proprio database.

Il mio gran quantitativo di dati corrispondeva a circa 600.000 righe (300 MB) tutte stipate in un’unica tabella. Questo mi hanno portato ad avere tempi di inserimento molto lunghi, con conseguenti cadute di velocità anche in lettura.

Quello che vediamo in questo post non è un vero e proprio tuning, ma una serie di passi (intelligenti??) per ottimizzare i nostri dati. Non metteremo mano ai file di configurazione di MySQL, anche se vi consiglio un buon tool online che vi propone un file my.conf in base alle vostre esigenze: Percona. ATTENZIONE! Effettuate sempre dei backup prima di modificare questi file.

Vi racconto la mia storia
Avevo una tabella con più di 600.000 record, non ottimizzata, non deframmetata e con dati molto vecchi e non più utilizzati.
Uno script giornaliero, che effettuava inserimenti massivi su tale tabelle, aveva raggiunto tempi di esecuzione molto elevati: più di 5 ore.
Durante l’esecuzione dello script dovevo mantenere accettabile anche le letture dei dati e non è bastato avvalersi di un provider con dischi SSD, come Digital Ocean, per sopperire al problema.

Dopo una breve analisi e un po’ di tentativi ecco quali accortezze ho implementato:

  • Passaggio delle tabelle da MyISAM a InnoDB (+)
  • Rimozione dei dati vecchi e non più utilizzati (++)
  • Ottimizzazione delle tabelle con la seguente query (++):
    OPTIMIZE TABLE nome_tabella
  • Deframmentazione della tabelle con la seguente query (+++):
    ALTER TABLE nome_tabella ENGINE=INNODB

Risultato finale
Numero di righe: 240.000
Spazio occupato dalla tabella: 125 MB
Tempo di esecuzione dello script: 1 ora e 31 minuti

Che dite? Non male.

Conclusioni
Nel mio caso ho dovuto schedulare queste operazioni con cadenza giornaliera, altrimenti nel giro di una settimana mi sarei ritrovato nella pessima condizione iniziale.

Buon tuning a tutti! 😉

Android: tante applicazioni gratuite su Amazon App Store – SOLO PER OGGI

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Segnalazione lampo.

Solo per oggi su Amazon App Store si possono trovare tante applicazioni gratuite:

Molte di queste app non hanno bisogno di presentazioni, le altre sono tutte da scoprire! Affrettatevi!

Buona installazione! 😉

Ubuntu – Ripristinare Grub2

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Ma quanto è snervante quando Windows spazza via il vostro boot looader?

Sui link di Micene.net già trattammo l’argomento (vedi qui), ma è tempo di aggiornare la procedura.

Procedura passo passo:

  1. Avviare una live di Ubuntu (altre distro possono andare altrettanto bene)
  2. Aprire un terminale e digitare:
    sudo fdisk -l
  3. Identificare la partizione dove risiede la vostra distro Linux non pù raggiungibile (in questo esempio supponiamo sia /dev/sda1)
  4.  Digitare nel terminale (ogni riga indica un comando):
    sudo mount /dev/sda1 /mnt
    sudo mount --bind /dev /mnt/dev
    sudo mount --bind /proc /mnt/proc
    sudo mount --bind /sys /mnt/sys
    sudo chroot /mnt
    grub-install /dev/sda
    update-grub2
    exit
    cd ~
    sudo umount /mnt/dev
    sudo umount /mnt/proc
    sudo umount /mnt/sys
    sudo umount /mnt/

Fatto! :)

Per ulteriori dettagli consultare la guida ufficiale.

Buon ripristino! 😀

Motori di ricerca e privacy

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Ciao,  in questi giorni  si parla molto della “privacy” che Google

non avrebbe dato ai fruitori del suo motore di ricerca, io non voglio

entrare nel merito di chi ha ragione o torto, ma nel dubbio vi segnalo due

motori di ricerca  che si “dice” rispettino la privacy di chi li usa.

http://duckduckgo.com/ 

https://startpage.com/

in merito a www.volunia.com anch’io sono stato inserito come poweruser

lo sto usando, ma penso che sia ancora giovane , e aspetto prima di

dare una valutazione, poichè è il servizio che offre da valutare,

e sono in tanti a non capirne… l’utilizzo.

Aspetto vostre considerazioni

un caloroso saluto

da Ceasartom


Stiamo provando Volunia :)

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Volunia, il nuovissimo motore di ricerca creato dal mio ex Prof. Massimo Marchiori.
Si presenta come una web app che rende la navigazione sociale.
Sembra interessante, ma sicuramente migliorabile.
Attualmente le pagine indicizzate sono poche e i risultati delle ricerche a volte lasciano a desiderare, aspettiamo e vediamo.

Buona navigazione! :)

informazione Italiana

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Ciao , spero che le feste siano state per tutti piacevoli, vi espongo un articolo che ho letto nel blog di Beppe Grillo, non c’entra nulla con l’informatica, ma per la prima volta Micene.net esce dal seminato, perchè mi sembra giusto informarsi anche di quello che sta accadendo in Italia, poi fatte voi le riflessioni del caso.

Saluti

Caesartom

“L’italiano è facile da governare, basta dargli in pasto una categoria sociale al giorno e la sua fame si sazia. E’ la strategia della disattenzione. Gli gridi “Guarda un asino che vola!” e lui punta il naso verso il cielo. Monti ha, giustamente, detto che “Le mani in tasca agli italiani le mettono gli evasori“. Non ha spiegato però chi ha generato il debito pubblico di 1.900 miliardi di euro e a cosa sono serviti quei denari. Ce lo dica Monti! Ci dica chi e come ha messo le mani sulla ricchezza dell’Italia per mantenere la partitocrazia e le lobby e ci spieghi anche dov’era lui in questi lunghi vent’anni di silenzio. Ci vuole un pubblico processo per questa gentaglia che ha rovinato l’Italia. Rigor Montis non ha ritenuto di ricordare i 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine. E neppure perché i contribuenti hanno sul groppone un miliardo di euro dato come finanziamento ai partiti nonostante un referendum, e non ha menzionato gli evasori totali condonati con lo Scudo Fiscale con un 5%. Chi sono questi signori? I contribuenti onesti vorrebbero saperlo, hanno il diritto di saperlo. FUORI I NOMI!
Le grandi manovre sulle piste da sci e nei bar di Cortina sono l’asino che vola. Come se non fosse sufficiente, ad esempio, incrociare i dati dei contribuenti con quelli della proprietà di un Suv al computer senza trasformare i finanzieri in uomini delle nevi. Ma chi volete prendere per il culo? Il gioco è palese. Mettere le categorie sociali una contro l’altra. I ricchi contro i poveri, i giovani contro i pensionati, i disoccupati contro i dipendenti statali. E mentre gli italiani guardano le nuvole, gli imprenditori e gli operai si suicidano in silenzio. A cosa sono serviti i soldi versati all’INPS? Dove sono finiti i versamenti degli italiani che in pensione non ci andranno mai? A coprire le perdite della Fiat attraverso la cassa integrazione? Il boccalone italiano si deve dimenticare dei politici, dei partiti, delle loro ruberie (ricordo che i condannati in via definitiva sono ANCORA in Parlamento a percepire un grosso stipendio), della corruzione, delle mafie che controllano metà del Paese, del pesce che puzza dalla testa. E di banche non parla nessuno, sono gigli di campo, non hanno responsabilità dello sfascio, di decine di migliaia di investitori sul lastrico. Meglio accanirsi sull’albergatore e sul barista. I concessionari di beni pubblici, come Benetton per le autostrade, vengono invece lodati e ingrassati con gli aumenti di Capodanno a spese di chi lavora. Le concessioni statali, tutte le concessioni, devono tornare a essere gestite dallo Stato, a produrre utili per i cittadini italiani che le hanno strapagate in decenni di tasse, non vanno regalate ai privati. Ma Monti, questo, come Alice, non lo sa.
Ehi! “Guardate l’asino che vola“, non disturbate il manovratore. E conservate lo scontrino all’uscita del bar e il pagamento del bollo dell’auto di dieci anni fa, con le mani bene in tasca, mi raccomando!!! “

Falla nella sicurezza delle stampanti !!!

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Riporto un articolo che ho letto su “business magazine.it” ,  e molto interessante e ne consiglio la lettura….

“Un gruppo di ricercatori della Columbia University coordinati dal professor Salavatore Stolfo ha individuato una pericolosa falla di sicurezza che potrebbe rappresentare una seria minaccia alla sicurezza delle stampanti portando, in alcuni casi, ad un pericoloso surriscaldamento del dispositivo che potrebbe anche prendere fuoco.La falla di sicurezza, se debitamente sfruttata, potrebbe consentire ad un attaccante di compromettere una stampante per entrare in possesso di informazioni riservate e per danneggiare fisicamente il dispositivo impartendo comandi che abbiano lo scopo di surriscaldare elementi della stampante ed incendiare i fogli di carta in essa contenuti.Come riporta il sito web MSNBC, secondo il professor Stolfo è possibile sfruttare questa falla perché i firmware delle stampanti stanno acquisendo via via numerose funzionalità, senza che vengano compiuti passi avanti per quanto concerne la loro sicurezza. Per aggiornare il firmware delle proprie stampanti molte compagnie utilizzano un meccanismo di “Remote firmware update” senza firma digitale: ciò significa che l’aggiornamento potrebbe essere inviato da chiunque, dal momento che la stampante non dispone di alcun sistema che possa autenticare l’aggiornamento.Il professor Stolfo ed il suo gruppo sono stati in grado di dimostrare le proprie tesi utilizzando alcune stampanti HP della serie Laserjet: inviando un comando remoto alla stampante laser è stato possibile riscaldare il fusore (l’elemento utilizzato per bruciare la polvere di toner sul foglio di carta) fino al punto in cui la carta ha iniziato a scurirsi e ad emettere fumo. A questo punto il sensore di temperatura integrato nella stampante ha spento il dispositivo prevenendo così l’insorgenza di un incendio. Il problema tuttavia non è circoscritto alle stampanti HP, ma può interessare le soluzioni di tutti i produttori che operano su questo mercato ed con un maggior grado di pericolosità quei modelli che non sono provvisti di sensori di temperatura.L’attacco può avvenire da remoto, in particolare se la stampante supporta le funzionalità di cloud printing ed è, pertanto, accessibile da qualunque parte della rete. I ricercatori hanno effettuato un rapido scan della rete ed in pochi minuti hanno individuato 40 mila stampanti accessibili. Il numero reale di macchine vulnerabili potrebbe essere però molto più elevato. Commenta, a tal proposito, il professor Stolfo: “Penso che sia opportuno dare spazio al problema, così che tutti i produttori di stampanti inizino a considerare più seriamente le loro architetture di sicurezza. E’ plausibile che tutte le stampanti siano vulnerabili, dispositivi di tre, quattro o cinque anni fa usano firmware non firmato. La domanda è: quante stampanti vi sono la fuori? Io credo che possano essere più di 100 milioni”.Secondo Stolfo neanche le stampanti locali potrebbero essere al sicuro: utilizzando un virus nascosto in un lavoro di stampa potrebbe infatti consentire di accedere alla stampante, sostituendo il firmware originale con una versione compromessa.Mikko Hypponen, responsabile per la ricerca presso la società di sicurezza F-Secure, è rimasto stupito da questa falla. “Come è possibile che HP non disponga di una firma o di un certificato in grado di autenticare il nuovo firmware? Le stampanti rappresentano da sempre un punto debole per molte reti aziendali. Molte persone non realizzano che una stampante è un computer in tutto e per tutto, con gli stessi potenziali problemi dei PC e, se compromessa, lo stesso impatto”.Dal momento che la stampante rappresenta un elemento chiave all’interno della gestione del flusso documentale prodotto da un’azienda, è facile comprendere come un accesso non autorizzato a questo dispositivo può permettere di sottrarre documenti riservati e informazioni sensibili.Il professor Stolfo è dell’opinione, condivisa dai ricercatori di sicurezza, che il problema non abbia una facile soluzione. Le soluzioni antivirus possono mettere a disposizione uno strumento per l’analisi dei lavori di stampa, ma non si tratterebbe di una misura realmente risolutiva. E’ necessario, secondo Stolfo, un massiccio aggiornamento dei firmware delle stampanti, soprattutto per i modelli meno recenti. Questo rappresenta però un problema per le stampanti non connesse ad internet e per le quali sarebbe necessario uno sforzo coordinato tra i produttori di stampanti e i produttori di sistemi operativi. ”