Linux – Liberare la swap quando serve

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Quando il vostro PC swappa, allora il suo rallentamento sarà inesorabile.
I dati presenti nella memoria swap non si sposteranno in RAM fintantoché un processo non ne richiederà l’utilizzo.
Solo in questo caso la porzione di dati utili al processo verrà spostata dalla swap alla memoria volatile del vostro PC (se ce ne è abbastanza) ed è questo “trasloco” che causa il degrado delle prestazioni del vostro computer.

Esempio:
Vi potreste trovare in una situzione in cui la vostra RAM (8GB) è piena al 50% e la vostra swap (8GB) è piena al 25%. Perchè allora il sistema operativo non sposta i dati dalla swap alla RAM automaticamente?
Risposta veloce: perchè è così!
Risposta meno veloce: perchè il “traslocco” è esoso di risorse e finchè quello che è in swap non serve, allora resterà in swap.

Quindi in situazioni simili non si può fare nulla?
In realtà qualcosa si può fare, ma non è un procedimento esente da problemi (trovare quali possono essere i problemi ve lo lascio come compito per casa ;)).

Se volete comunque rischiare, lanciate da console i seguenti comandi:
sudo swapoff -a
sudo swapon -a

Questo azzererà la swap muovendo i suoi dati nella RAM (se ci stanno) e in seguito riabilità la swap.
Il processo non è immediato, ricordate «“il “traslocco” è esoso di risorse» [cit.]

Curiosità:
Mentre è in esecuzione il comando “sudo swapoff -a” lanciate in un altro terminale “htop” o “top” e date un occhio alla RAM e alla swap.

Buon “traslocco”! 😉

Vedi anche:

Ubuntu – Crash con click multipli su l’icona del launcher

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Crash con click multipli su l’icona del launcher di un programma con più sessioni avviate

Unity logo
Unity logo

Continua la mia avventura professionale in Ubuntu/Unity. Devo ammettere che non è così poco soddisfacente come credevo, Kubuntu/KDE resta comunque il mio preferito.

A causa del gran numero di Java appplication che dovevo avviare sul mio portatile, 8 GB di RAM iniziavano ad essere stretti.

Volevo limitare alcuni effetti grafici di Unity non essenziali, così ho iniziato a giocare un po’ con Unity tweak tool, ma ho fatto dei danni. In particolare il DE si freezzava e crashava quando cliccavo nel launcher sull’icona di un programma attualmente in foreground.
La situazione cominciava ad essere molto scomoda. Pur conoscendo il problema (bug riconosciuto), non di rado accidentalmente mi capitava di scontrarmi con il crash.

Googlando e provando soluzioni varie, ho infine trovato quella che mi ha risolto il problema. Vediamo cosa ho fatto:

  • Installare il tool dconf:
    sudo apt-get install dconf-tools
  • Effettuare il reset di Compiz (odio questo composer grafico dai tempi in cui andava a braccetto con Emerald):
    dconf reset -f /org/compiz/
  • Riavviamo Unity:
    setsid unity

Una volta rieffettuato il login, il problema non si è più presentato!

Buon fix! 😉

Ubuntu – Modificare formato ora

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Negli ultimi tempi ho dovuto utilizzare Ubuntu e la sua poco comoda Unity.
Essendo un vecchio utilizzatore di Kubuntu, l’adattamento al desktop environment “ufficiale” di Canonical non è stato facile.

Sto cercando di modellare il workspace alle mie esigenze ed una parte fondamentale è la visualizzazione della data e dell’ora.
Vediamo come modificarne il formato nella barra superiore, o “indicators”:

  • Installare dconf-editor:
    sudo apt-get install dconf-tools
  • Avviare dconf-editor e navigare in com > canonical > indicator > datetime
  • Selezionare il valore “custom” per la chiave “time-format
  • Nel caso in cui desiderate una visualizzazione di questo tipo: GG/MM/AAAAA – HH:MM, allora settate il valore di custom-time-format a “%d/%m/%G – %H:%M %p
dconf-tool
dconf-tool

Per una completa descrizione dei possibili valori utilizzabili vi consiglio questa pagina.

Buon setting a tutti! 😉

Installare XDebug in Ubuntu 14.04

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XDebug, puoi solo amarlo od odiarlo, nessuna via di mezzo purtroppo.
Il noto debugger non è sicuramente un condensato di stabilità ed usabilità, ma di certo è l’unica alternativa free per migliorare i nostri sviluppi in PHP.

E ‘abbastanza facile installarlo su Ubuntu, vediamo come fare. Prima di tutto da console, lanciare il seguente comando:

sudo apt-get install php5-xdebug

Il quale installerà l’ultima versione, al momento della stesura di questo post è la 2.2.3. Ora aggiornare le opzioni in /etc/php5/apache2/php.ini:

# XDebug
 zend_extension="/usr/lib/php5/20121212/xdebug.so"
 xdebug.remote_enable=1
 xdebug.remote_handler=dbgp
 xdebug.remote_mode=req
 xdebug.remote_host=127.0.0.1
 xdebug.remote_port=9000
 xdebug.max_nesting_level=300

Riavviate Apache2:

sudo service apache2 restart

Ed il gioco è fatto. Buon debugging!

Bash – Copia di sicurezza compressa

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Qualcuno lo chiamerebbe impropiamente backup… 😀

Vi sarà capitato di frequente di voler salvaguardare i vostri file copiandoli in un’area sicura del vostro PC, magari comprimendoli e magari aggiungendo al nome del file la data in cui è stata eseguita l’operazione.

Oggi vedremo come è possibile fare tutto questo con un semplice file bash, iniziamo?

  • Aprite il vostro editor preferito e scrivete:
    #!/bin/bash
    
    mkdir -p path_di_destinazione
    tar -cvzf path_di_destinazione/`date +%Y%m%d%H%M%S_nome_file.tar.gz` path_dei_file_da_comprimere
  • Salvate il file con estensione sh.
  • Per finire rendete il file appena creato avviabile
FINITO!
Ora da console potrete avviare lo script appena creato e al termine dell’operazione troverete in “path_di_destinazione” un file con estensione tar.gz. L’archivio compresso conterrà i vostri file.
Per scoprire come scompattare l’archivio vi consiglio di leggere un vecchio post di Micene.net.
Buona archiviazione! 😉

Ubuntu – Ripristinare Grub2

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Ma quanto è snervante quando Windows spazza via il vostro boot looader?

Sui link di Micene.net già trattammo l’argomento (vedi qui), ma è tempo di aggiornare la procedura.

Procedura passo passo:

  1. Avviare una live di Ubuntu (altre distro possono andare altrettanto bene)
  2. Aprire un terminale e digitare:
    sudo fdisk -l
  3. Identificare la partizione dove risiede la vostra distro Linux non pù raggiungibile (in questo esempio supponiamo sia /dev/sda1)
  4.  Digitare nel terminale (ogni riga indica un comando):
    sudo mount /dev/sda1 /mnt
    sudo mount --bind /dev /mnt/dev
    sudo mount --bind /proc /mnt/proc
    sudo mount --bind /sys /mnt/sys
    sudo chroot /mnt
    grub-install /dev/sda
    update-grub2
    exit
    cd ~
    sudo umount /mnt/dev
    sudo umount /mnt/proc
    sudo umount /mnt/sys
    sudo umount /mnt/

Fatto! :)

Per ulteriori dettagli consultare la guida ufficiale.

Buon ripristino! 😀

Ubuntu e firewall

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Oggi vi voglio segnalare un’interessante programma dall’interfaccia elegante e semplice che vi permette di configurare il firewall della vostra Ubuntu: Gufw.

Gufw screenshot
Gufw screenshot
Gufw screenshot
Gufw screenshot

Come potete vedere le configurazioni possibili sono minimali, ma reputabili sufficenti per un utilizzo domestico.

Buona protezione! 😉

Modificare il nome del computer in Ubuntu 11.10

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Il nome del computer viene assegnato durante l’installazione del sistema operativo in modo semi automatico e quindi l’utente pigro si accontenta di quello che gli viene proposto.

E se un giorno lo volessimo modificare??

ubuntu installer

Nessun problema! Semplici e poche operazioni e il gioco è fatto:

  • Premere ALT+F2
  • Digitare: ‘gksu gedit /etc/hostname /etc/hosts
  • Premere Return/Enter/Invio
  • Inserire la propria password quando richiesta
  • Apparirà un editor di testo con due tab
  • Modificare i nomi (evidenziati nell’immagine sottostante) in entrambi i tab, con il nome che più vi aggrada
  • Cliccare su salva, chiudere l’editor di testo e riavviare.

Changing Ubuntu Hostname

Strano che per fare questa semplice operazione non ci sia una GUI in System Settings.

Buona modifica! :)

Fonte: OMG! Ubuntu